Dente cariato

Dente cariato: come riconoscerlo e curarlo per evitare problemi maggiori

La carie è una malattia dentale tra le più diffuse, che si manifesta con una distruzione dello smalto e che, se non curata in modo adeguato può provocare delle problematiche negli strati più profondi del dente, fino ad arrivare al nervo. Se non curata adeguatamente, infatti, la carie può portare alla perdita del dente che deve essere rimosso o devitalizzato, per cui è fondamentale riconoscere le carie per tempo e capire come affrontarle al meglio.

 

Si tratta di una delle patologie più diffuse quando si ha a che fare con i denti  e spesso ci si rivolge al dentista soltanto quando è ormai tardi e il processo è già in stato avanzato. È importante evitare di rivolgersi al dentista solo quando la situazione è degenerata, perché spesso il trattamento e la terapia richiedono maggiore tempo e costo rispetto a quanto non accadrebbe se la carie fosse trattata per tempo.

 

Tabella dei Contenuti

Quali sono i sintomi di una carie?

 

Le carie sono tra le patologie dentali più diffuse in assoluto: all’incirca l’80% della popolazione ne è colpito, per cui sono anche tra gli interventi odontoiatrici più frequenti.

 

Il rischio maggiore nel quale si può incorrere è proprio quello di non riconoscerla per tempo o di ignorare il problema e rivolgersi al dentista soltanto quando ormai è tardi per poter agire. Un dente cariato presenta diversi stadi di evoluzione che ci aiutano a riconoscerlo in più situazioni e momenti:

 

  • Stadio I – si deteriora lo smalto: è possibile vedere il deterioramento perché sulla superficie del dente compare una macchia nera. In questa fase la carie è molto superficiale, non fa male e può essere facilmente trattata dal dentista con un’otturazione di lieve entità;
  • Stadio II – si deteriora la dentina: un dente cariato e non curato, fa sì che la carie si estenda anche agli altri strati del dente. Dopo aver deteriorato lo smalto, passa alla dentina che possiede all’interno tubuli dentinali che si irradiano verso la polpa trasmettendo cosi il dolore;
  • Stadio III – si ha mal di denti: quando la carie continua a non essere curata, può facilmente raggiungere la polpa dentale, ovvero il nervo alla base del dente. In genere, in questa fase il dolore aumenta molto;
  • Stadio IV – compare l’ascesso: la carie è caratterizzata da un locus ricco di batteri ,quindi se trascurato i batteri andranno a colonizzare anche l’apice dentale, creando una vera e propria infezione apicale , e quando viene trascurata troppo a lungo può trasformarsi in un ascesso (compromissione del legamento parodontale e dei tessuti limitrofi ), con la comparsa di pus e dolore, che potrebbe portare anche alla necessità di dover rimuovere il dente.

 

Riconoscere una carie in tempo non è sempre facile, soprattutto perché quando non provocano dolore possono essere più difficili da notare. In particolare, le carie possono svilupparsi anche negli spazi interdentali, e sono sicuramente più difficili da vedere ad occhio nudo. Proprio per questo, occorre comunque sottoporsi di frequente a delle visite di controllo dal proprio dentista, così da controllare tutti i possibili punti nei quali un dente potrebbe cariarsi.

 

In particolare, altri sintomi che possono aiutarti a capire se hai un dente cariato sono:

 

  • Sensibilità dentale: al freddo e al caldo, ma anche allo zucchero o agli alimenti troppo acidi. Questa condizione si verifica quando lo smalto si è ormai deteriorato;
  • Alito pesante: l’alitosi è molto frequente, perché aumentano i batteri nel cavo orale;
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Sad man getting bad tooth

Perché vengono le carie?

Una carie sui denti può svilupparsi per diversi motivi, ma primo tra tutti è sicuramente l’aumento della placca batterica dovuta ai residui di cibo. Quando non si pratica una corretta igiene orale, i batteri fermentano producendo degli acidi.

Insieme ai residui di cibo e alla saliva, si uniscono a produrre la placca dentale che ricopre i denti. Questi acidi, lentamente, erodono lo smalto, cioè la parte più esterna del dente, provocando i piccoli fori che tutti conosciamo come carie.

I batteri continueranno a proliferare e raggiungono la dentina, lo strato interno del dente subito dopo lo smalto. Si tratta di uno strato più morbido e con una resistenza minore di quella dello smalto, per cui i batteri avanzano più facilmente.

A questo punto, in genere raggiungono la polpa dentale, che contiene i nervi e i vasi sanguigni e se compromette anche l’osso alla base del dente, potrebbe essere necessario rimuoverlo.

Nonostante questa sia la causa principale, ci sono anche altri fattori che possono provocare le carie:

 

  • Scarso apporto di fluoro;
  • Alimenti o bevande troppo zuccherini assunti con grande frequenza;
  • Fumo;
  • Riduzione della saliva;
  • Resistenza strutturale del dente inferiore alla norma.

 

Come curare un dente cariato?

Curare un dente cariato, soprattutto se si trova nei primi stadi dell’infezione, è molto semplice e prevede la rimozione del tessuto cariato e la sostituzione con materiale riempitivo

 Il trattamento può essere effettuato in vari modi:

 

  • Otturazione: quando non è soltanto lo smalto ad essersi deteriorato, ma anche la dentina, in genere si procede con l’eliminazione dei tessuti infetti e con il riempimento con degli specifici materiali;
  • Devitalizzazione: quando a deteriorarsi è stata anche la polpa dentale, occorre procedere alla rimozione della polpa ;

 

Come prevenire i denti cariati?

Periodicamente, infatti, è necessario effettuare un igiene dentale

, così da rimuovere la placca e il tartaro ,controllare che non ci siano carie iniziali asintomatiche e dare la giusta motivazione all’igiene orale

 Inoltre, modificare l’alimentazione ,come evitare gli zuccheri semplici e gli alimenti eccessivamente processati.

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